Anatocismo vietato anche dalla cassazione

Con la sentenza  9127/15 del 6.05.2015 della Suprema Corte di Cassazione, arrivata dopo le ordinanze del tribunale di Milano, la prima in marzo e l’altra in aprile sempre del 2015, si può definire conclusa, almeno per ora il dibattito interpretativo sulla capitalizzazione degli interessi.

Questa pratica è ora vietata, del tutto, e doveva esserlo già dal 1 gennaio 2014 con l’adozione della legge di stabilità, ma ovviamente le banche anziché attendere le disposizioni del CICR per criteri e modalità da adottare nella riformulazione degli interessi bancari, sospendendo la pratica della illegale capitalizzazione degli interessi, hanno continuato ad applicare interessi su interessi seguendo il loro istinto naturale – “intanto portiamo a casa poi si vedrà”.

Ma con questa sentenza la Corte di Cassazione ha decretato la fine, lo STOP alla tribunalecapitalizzazione sia annuale che trimestrale degli interessi. Secondo i giudici infatti è irrilevante l’arco temporale della pratica scorretta perché mancano le norme e gli usi che avrebbero dovuto legittimarla.

Cosa succederà ora? Le banche dovranno attendersi ondate di richieste di risarcimento da coloro i quali hanno sottoscritto mutui, finanziamenti e conti correnti con aperture di credito.

Certo le banche non resteranno a guardare l’aumento dei loro costi e la diminuzione dei profitti, quindi dovremo aspettarci aumenti dei costi sui servizi aggiuntivi, oneri e commissioni, e ancora una volta la parola d’ordine è “aprire gli occhi, controllare e trattare”.

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