Piccole e medie imprese nel mirino delle banche.

Piccole e medie imprese nel mirino delle banche? Si, e solo chi non si tutelerà in tempi celeri sarà condannato dal tempo stesso a soccombere, chiudere, a fallire!
Saranno anche parole forti e di cattivo gusto per chi in questo momento ci sta leggendo ma, se comprenderete quanto dirò (molti), sarete anche voi della mia stessa opinione.

Le aziende nel mirino delle banche, sono in assoluto quelle che Non controllano ordinariamente i loro rapporti bancari; partendo dai mutui, prestiti subordinati, leasing e i conti correnti.

Per farvi comprendere al meglio ve lo spiegheremo con un esempio :
Accade questo, e può essere successo anche a te caro imprenditore: l’azienda XXY  ha un conto corrente affidato con la banca ZXZ , una linea di credito in essere da alcuni anni, spesso ai limiti ed a volte fuori fido.

La banca ad un certo punto invita l’imprenditore dell’azienda XXY  a “prendere in considerazione” di sottoscrivere un finanziamento sotto forma di mutuo al fine di medie impreseabbattere e ridurre drasticamente il fido sul conto corrente, un’operazione anche, a dire della banca ZXZ, conveniente dal punto di vista dei tassi, molto più bassi
quelli sul mutuo rispetto a quelli praticati sulla linea di fido
, che oltretutto, come sappiamo, possono e vengono unilateralmente aumentati a discrezione della banca.

In effetti il ragionamento è anche corretto dal punto di vista matematico, se sottoscrivo un mutuo ( nelle stesse condizioni di mercato)  ad un tasso Euribor + uno spread del 1% è certamente meglio di un tasso del 12% sulla linea di fido, o meglio, lo sarebbe.

Già perché usiamo il condizionale? Perché spesso la realtà non è questa, e nemmeno quella dell’azienda XXY.

Non è mai o quasi mai conveniente questo “scambio” e oltretutto non è legale, come ci ricorda la Corte di Appello di Torino con sentenza del 15 giugno 2015.

La convenienza non c’è quasi mai perché dopo la proposta di “scambio” la banca ti rifila qualsiasi cosa è possibile venderti insieme al mutuo, ad esempio le coperture assicurative; e anche questo aspetto non farebbe una grinza perché è corretto tutelare il proprio patrimonio ed anche il cliente rispetto al fatto che se dovesse ad esempio “venire a mancare”  non lascerebbe debiti agli eredi, ma queste polizze vengono vendute e quindi “rifilate” con così ampi margini di commissioni per la banca da rendere costosissimo un prodotto assicurativo che costerebbe, se comprato in una compagnia assicurativa, 7/8 volte meno, e così facendo il vero tasso, il TAEG, sale vertiginosamente, facendone diminuire la convenienza.

Dal punto di vista della giurisprudenza invece, vediamo  cosa afferma la sentenza richiamata: se il contratto di mutuo è stato acceso per il motivo sopra descritto, e cioè  per ripianare il saldo debitore del conto corrente, e dalle rilevazioni peritali sul conto corrente si evince che il saldo debitore “ è figlio” di clausole nulle o addebiti illegittimi, tali vizi si ripercuotono anche sul contratto di mutuo finalizzato ad appianare un passivo di conto corrente in realtà apparente e non determinato, rendendo di fatto  NULLO anche il mutuo, nullo per mancanza di causa concreta.

medie imprese

E la stessa cosa vale anche per le fidejussioni rilasciate a garanzia del contratto di mutuo!

Stiamo quindi molto attenti prima di firmare proposte che possono risultare anti economiche, poi per fortuna c’è la legge ma sappiamo che non tutti i giudici sono competenti della materia e a volte la legge rimane inapplicata.
Perciò meglio prevenire che curare.

Abbiamo anche a disposizione per i nostri lettori e fan  l’associazione DECIBA – dipartimento europeo di controllo illeciti bancari – approfittatene, potete chiedere direttamente del segretario nazionale rag. Ilarione Fabiano
al 02/9042.7304 presso la sede di Milano, oppure scrivete a   lombardia@deciba.it

RisarcimentoMutui.it

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