SE IL TUO MUTUO HA L’ESTINZIONE ANTICIPATA DIVENTA GRATUITO

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SE IL TUO MUTUO HA L’ESTINZIONE ANTICIPATA DIVENTA GRATUITO

In questi anni si è parlato molto dell’argomento e molti tribunali stanno dando sentenze positive a favore del cittadino. Interpellato uno dei massimi esperti in Italia nel diritto bancario il Presidente DECIBA Gaetano Vilnò www.deciba.it ha espresso la sua opinione .

“L’argomento è molto delicato, vero è che sono tantissimi i tribunali che stanno dando ragione all’utente ma precisiamo che tale lavoro richiede una professionalità di alto livello. Consigliamo sempre di rivolgersi a professionisti consolidativi caso contrario si potrebbe ottenere l’effetto contrario, perdere la causa . Sicuramente avere il Mutuo gratuito è un’opportunità che fa gola a molti ma attenzione alle false promesse.

Ulteriori informazioni e Preanalisi del proprio Mutuo Email decibainfo@libero.it Centralino 0521.241417 www.deciba.it .

I casi si stanno moltiplicando nei vari tribunali in Italia,questo ha avuto un’ottimo risultato

Con ricorso ex art. 702 bis c.p.c, la ricorrente conveniva in giudizio l’intermediario con il quale aveva stipulato nel 2008 un contratto di mutuo fondiario per € 700.000,00.

Nell’atto era prevista la facoltà per il mutuatario di estinguere anticipatamente il finanziamento, in tutto o in parte, senza corrispondere alcun compenso alla banca in relazione al periodo di preammortamento; l’estinzione anticipata per il periodo di ammortamento, veniva invece subordinata al pagamento di un compenso pari all’1% del capitale residuo da rimborsare.

Tale compenso era convenuto in capo al mutuatario anche in caso di decadenza dal beneficio del termine, di risoluzione del contratto, di apertura di procedura concorsuale o infine nell’ipotesi di mancato, parziale o totale, utilizzo del finanziamento entro i termini contrattualmente stabiliti.

Esaminato il TEG, il contratto risultava usurario.

Qui potete trovare alcune sentenze in merito

https://www.cloudfinance.it/la-conclusione-anticipata-va-considerata-ai-fini-dell-usura.html

Questi video Tutorial spiega con semplicità i vari passaggi di controllo

Più precisamente, concretizzava una promessa usuraria la clausola disciplinante la risoluzione per inadempimento poiché era debordante il tasso soglia del costo complessivo (espresso in TAEG) promesso in pagamento dalla ricorrente alla banca resistente nello scenario contrattualizzato in cui questa avesse voluto richiedere al cliente il compenso di estinzione anticipata nelle ipotesi di decadenza dal beneficio del termine o di risoluzione del contratto sino ad una determinata data.

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In altre parole: se entro quella determinata data la banca avesse chiesto l’immediato rimborso del credito per inadempimento, il mutuatario avrebbe dovuto pagare un costo complessivo (TEG) usurario poiché debordante il TSU vigente al momento del perfezionamento negoziale.

Pertanto nel petitum la ricorrente chiedeva, previo acclaramento della promessa usuraria perpetrata nella clausola negoziale disciplinante la risoluzione per l’inadempimento, il riconoscimento della gratuità del mutuo ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c. e la condanna della banca convenuta alla restituzione di tutti gli interessi e costi versati, ad eccezione delle imposte e tasse.

Con il provvedimento annotato, il Giudice emiliano, pur non pronunciandosi espressamente, ha ritenuto comunque meritevole indagare la fondatezza della censura avanzata dalla ricorrente, ponendo al CTU il quesito seguente, laconico ma significativo: “Accerti il c.t.u., se tenuto conto della commissione per estinzione anticipata pattuita in caso di risoluzione del contratto di mutuo, il tasso diventi usuraio; in questo caso calcoli l’eventuale somma da restituire”: in buona sostanza, ha opinato di verificare l’usurarietà del mutuo comprendendovi anche la penale di inadempimento.

L’ordinanza de qua viene quindi ad inserirsi nel solco di quella migliore giurisprudenza che, ad avviso di chi scrive, dà piena attuazione al principio dell’onnicomprensività del costo del credito ai fini del vaglio usurario, principio codificato nell’art. 644 c.p., predicato all’unanimità dalla dottrina e di recente rimarcato con forza anche dalla Suprema Corte.

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