La banchiera torna in libertà: ma per quanto? Accusata di false fatture, riciclaggio, usura.

Questa mattina cambiamo un attimo discorso,ma restando sempre nell’ambito bancario,ci occuperemo di una indagine su false fatture e riciclaggio,di una direttrice di banca arrestata e poi rilasciata,ci spostiamo a Sondrio,l’ex direttrice della filiale di Chiuro di Banca Intesa San Paolo,una certa Monica Erina Stoppani,di 47 anni,residente a Tirano,non è più agli arresti domiciliari.
Nell’ambito dell’inchiesta per associazione a delinquere,false fatture,riciclaggio e usura del pm Stefano Latorre,lo scorso dicembre colpita da ordinanza di custodia cautelare,con altre 5 persone ( di cui 3 finite in carcere,una quarta raggiunta dietro la sbarre da analoga misura,cioè i domiciliari e si tratta di Ezio Gatti,e la quinta sfuggita all’arresto perchè si troverebbe in Sudamerica),la tiranese settimana scorsa è stata sottoposta a interrogatorio a palazzo di giustizia,davanti al magistrato,presenti investigatori della Guardia di Finanza e gli avvocati di fiducia.

Qualche giorno dopo i legali,all ‘esito dell’interrogatorio durato un paio d’ore e del cui contenuto non sono trapelate indiscrezioni,hanno presentato al Gip domanda per un affievolimento della misura restrittiva,alla quale non si sarebbe opposta la Procura.
Il giudice ha accolto la richiesta e ,pertanto,la direttrice di banca,indagata per le ipotesi di associazione a delinquere e riciclaggio è tornata in libertà,unicamente sottoposta all’obbligo di dimora.

usura

Il presunto capo dell’organizzazione,il tellino Placido Bonolini,con alle spalle un delicato intervento chirurgico e non in buona forma psichica,dopo una breve detenzione nel carcere di Pavia,ha ottenuto prima di natale i domiciliari,mentre il latitante Fabio Giovanni Lazzarini,si troverebbe ancora in Colombia. L’unico che manca all’appello. Il tutto è sfociato in un maxi-sequestro conservativo di case ville,terreni,auto di lusso,conti correnti,capannoni,per l’equivalente circa di 17 milioni di euro.

Tuttavia i magistrati di Sondrio stimano che il danno all’Erario,per il vorticoso giro di false fatture per consentire mega evasioni a imprenditori,ammonterebbe addirittura a 250 milioni.
Da qui si deduce che altri beni verranno in seguito requisiti ai 6 arrestati e gli altri 16 indagati in stato di libertà nella stessa inchiesta,fondata su migliaia di intercettazioni telefoniche e ambientali,pedinamenti e documenti sequestrati.
A inchiodare la bancaria,che si è sempre dichiarata estranea a fatti illegali e di non aver ricavato nessuna utilità,ovviamente ci crediamo tutti,sarebbe quella montagna di 170 assegni cambiati con eccessiva disinvoltura,in soli 3 anni,a Bonolini che riscuoteva i contanti. Nella direttrice avrebbe dovuto nascere più di un sospetto e,invece,ha tirato dritto,rimanendo cosi impigliata con la sua condotta omissiva nell’inchiesta per riciclaggio,della quale non sarà certamente facile uscirne indenne.

Ma mentre alcuni degli arrestati e indagati potrebbero prossimamente valutare di chiedere riti alternativi al processo,come l’abbreviato o il patteggiamento,per ridurre le condanne e salvare i posti di lavoro,cosa che personalmente non sono del tutto d’accordo non darei mai i miei soldi a persone truffaldine cosi,ed è ancora più probabile che nei prossimi mesi,dopo le organizzazioni capeggiate dal morbognese Fernando Ronchi e dal tellino Placido Bonolino,le indagini coordinate dalla procura smantellino la terza e ultima cartiera valtellinese impegnata da tempo nel redditizio buisness delle false fatture.

Siamo un pò usciti dal seminario dei nostri soliti articoli,ma volevamo comunque far vedere anche questa brutta parte della medaglia,che oltre a praticare usura sui nostri risparmi con mutui indecenti,si arricchiscono alle nostre spalle come questi signori di cui abbiamo appena parlato.

foto banca

(lo staff)

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