Famosa banca pratica interessi da usura:condannata

Istituto di credito condannato a risarcire commerciante con 140 mila euro.

Siamo a Pescara,una delle prime banche a livello italiano per grandezza e importanza è stata condannata a risarcire il proprietario di una concessionaria per aver applicato tassi di interesse passivi usurari.
A emettere tale sentenza è stata la Corte d’appello dell’Aquila,che ha confermato quella del tribunale di Pescara,aumentando però l’entità del risarcimento.
Il noto istituto di credito dopo essere stato condannato in primo grado a risarcire l’imprenditore con 84.964,59 euro si è appellato subendo una vera e propria batosta.
Infatti la corte aquilana lo ha condannato a pagare 140.747,70 euro e in più accerta l’applicazione di tassi di interesse definiti da usura.

A rendere nota la sentenza,senza però svelare i nome del noto istituto di credito,è l’associazione Sos Utenti che si è occupata dell’assistenza legale e della supervisione contabile.

La banca,per anni,ha applicato sugli interessi debitori tassi ultralegali non dovuti,in mancanza di valida convenzione ed era stata applicata la capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori stessi,in violazione del divieto dell’anatocismo.
Nella sentenza l’applicazione di questi interessi,viene definita da tassi di usura.
La Corte aquilana finalmente ha riconosciuto che la banca ha praticato anche interessi usurari confermando quasi tutta la perizia iniziale redatta dalla Sos Utenti.

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La sentenza del Presidente estensore numero 262/2012,inoltre,rigetta l’applicazione del decreto mille proroghe salva banche che la corte Costituzionale ha ufficializzato essere incostituzionale.
Tutte le richieste formulate stata accolte con l ‘annullamento degli interessi illegittimi,le illegittime commissioni di massimo scoperto,le illegittime spese di tutte le valute aggiunte a ogni versamento sul conto corrente e ,soprattutto,è stata respinta l’eccezione di prescrizione decennale formulata dalla difesa della banca,aumentando la dose della condanna con l’accertamento di interessi usurari.

Una sentenza,che combinata a quella della suprema corte che ritiene incostituzionale il decreto salva banche contenuto nelle mille proroghe,è destinata a fare giurisprudenza e a dare speranza a tutti quegli operatori commerciali,artigianali e imprenditoriali che negli ultimi anni si sono trovati in una posizione di impotenza di fronte ai continui cambi delle regole degli istituti di credito.

Da l’anno scorso le banche non pagano quasi più le sentenze di condanna perchè,secondo loro,tutelate dal decreto che ha bloccato l’anatocismo agli ultimi dieci anni,un esempio,la norma salva banche di Tremonti,solo per le imprese abruzzesi bloccava circa 500 milioni potenziali ristorni dalle banche alle aziende,ora grazie alla decisione della Corte Costituzionale,le banche devono pagare senza più appello quando vengono condannate alle restituzioni anatocistiche ultradecennali,ora tutti gli operatori economici e le famiglie che hanno avuto e hanno ancora scoperti con le banche possono richiedere la restituzione dell’anatocismo e altre illegittimità.

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(staff)

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